Il biglietto
Ingresso unico, senza varianti e senza prenotazione. Non c'è fila in nessun periodo dell'anno: è uno dei pochi monumenti importanti in cui si entra quando si arriva.
È una sede statale, quindi aderisce alle domeniche gratuite e alle riduzioni ministeriali. Le mostre temporanee, frequenti negli ambienti al piano terra, possono cambiare il prezzo.
Parte del castello ospita uffici della soprintendenza e non è visitabile: il percorso aperto è una porzione, e questo spiega perché la visita è più corta di quanto suggerisce la mole dell'edificio.
La gipsoteca, che è la ragione per entrare
Nelle sale c'è una raccolta di calchi in gesso dei portali, dei rosoni e dei capitelli delle chiese romaniche pugliesi, fatta a inizio Novecento. Sembra una cosa polverosa e non lo è: i calchi sono a portata d'occhio, mentre gli originali stanno a dodici metri d'altezza sulle facciate e non si vedono.
Chi ha girato le cattedrali di Puglia — Bitonto, Altamura, Ruvo, Trani — riconosce qui i dettagli che sulle facciate erano troppo in alto. Chi non le ha ancora girate capisce cosa andare a cercare.
Il fossato, il cortile e i camminamenti si percorrono e valgono la foto. Il resto degli ambienti è spoglio: non ci sono arredi federiciani, e nessun castello del Sud ce li ha.
Come incastrarlo
Un'ora, non più. Sta all'estremità di Bari Vecchia, a cinque minuti dalla Basilica di San Nicola e dalla Cattedrale, che sono a ingresso libero.
Il percorso naturale è: castello, poi il dedalo della città vecchia, poi San Nicola con la cripta. Mezza giornata in tutto, tutta a piedi, e il biglietto è uno solo.



