Il biglietto
Ingresso unico per tutto il percorso permanente, su tre piani. Le mostre temporanee sono di solito comprese, a volte con supplemento: è l'unica variante da chiedere.
Non c'è coda e non serve prenotare, tranne nei giorni di grande affluenza o durante eventi legati al Salone. È uno dei musei più comodi di questo elenco da questo punto di vista.
Rientra negli abbonamenti museali torinesi e nelle card turistiche: se ne hai una, controlla prima di comprare.
Cosa si vede
Si comincia dall'alto e si scende. Il piano più bello è quello sulla storia dell'automobile: dalle carrozze a motore alle utilitarie, con la Fiat che a Torino non è un dettaglio ma il contesto della città intera.
Ci sono monoposto di Formula 1 vere, macchine da record, prototipi di design che non sono mai entrati in produzione. La sezione sul design italiano — Pininfarina, Bertone, Giugiaro — spiega perché per trent'anni le auto del mondo le disegnavano qui.
Il Centro di Documentazione e l'officina di restauro sono visibili in parte: è un museo che mostra anche come si tiene in vita una macchina di novant'anni.
Quanto dura e per chi
Due ore. Con bambini funziona benissimo dai sei anni, e a differenza di molti musei d'arte nessuno si annoia.
Sta in corso Unità d'Italia, lungo il Po a sud del centro, servito dalla metropolitana con una camminata o dai bus. È dalla parte opposta rispetto al centro storico: mettilo in una mezza giornata sua, magari insieme al parco del Valentino che è lungo la strada.





