Un biglietto solo, e comprende le mostre
Non c'è la scelta fra collezione permanente e mostra temporanea: il biglietto comprende tutto quello che è aperto quel giorno, comprese le mostre in corso e il giardino delle sculture. È l'opposto dei musei dove la temporanea è un supplemento, e semplifica la decisione.
Le riduzioni ci sono per gli over 70 e per gli studenti fino a 26 anni, l'ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni. Sono categorie da dimostrare all'ingresso con un documento, come sempre.
L'audioguida è a parte ed è opzionale. Qui vale meno che in un museo archeologico: le opere sono del Novecento e le didascalie fanno buona parte del lavoro.
Le fasce orarie, e perché a Venezia contano più che altrove
Si entra per fascia oraria e i posti per fascia sono pochi, perché il museo è una casa: Palazzo Venier dei Leoni ha stanze, non gallerie. Nei fine settimana e nei ponti le fasce migliori si esauriscono giorni prima.
Il biglietto si compra anche in loco, e nei periodi scarichi va benissimo. Ma a Venezia lo spostamento fra un punto e l'altro costa tempo e vaporetto: arrivare a Dorsoduro e trovare la fascia piena significa aver perso un'ora, non cinque minuti.
Cosa si visita, e quanto ci vuole
La collezione sta nelle stanze della casa e si gira in un'ora abbondante: Picasso, Pollock, Kandinsky, De Chirico, Magritte, Brancusi. Il giardino delle sculture è compreso e non è un cortile di passaggio — c'è anche la tomba di Peggy Guggenheim, accanto a quella dei suoi cani.
La Barchessa ospita le mostre temporanee. La terrazza sul Canal Grande, con l'Angelo della città di Marino Marini, è il posto da cui la gente esce con la fotografia: sta all'inizio del percorso, non alla fine.
Ogni giorno ci sono presentazioni gratuite di alcune opere, tenute dagli stagisti del museo, e per le famiglie un libro-gioco per i bambini. Sono incluse: chiederle al banco vale più di un'audioguida comprata.

