Prima gli scavi o prima il museo
Prima il museo. A Pompei le pareti dipinte e i mosaici migliori non ci sono più: sono stati staccati e portati qui nel Settecento e nell'Ottocento. Vedere il mosaico di Alessandro e poi la Casa del Fauno da cui è stato tolto ha un senso; l'ordine inverso lascia una casa spoglia e nessuna spiegazione.
Il biglietto è unico e comprende tutte le sezioni permanenti. Esistono formule che lo uniscono ad altri siti dell'area, e in alcuni periodi combinazioni con Pompei: valgono se hai già deciso di fare entrambe, altrimenti il biglietto semplice basta.
Le mostre temporanee possono avere un supplemento. Il museo aderisce alle domeniche gratuite statali, e in quelle giornate è pieno ma percorribile, perché l'edificio è grande.
Il Gabinetto Segreto e le altre cose che si cercano
Il Gabinetto Segreto raccoglie gli oggetti erotici di Pompei ed Ercolano, chiuso per due secoli e riaperto solo di recente. L'accesso è compreso nel biglietto ma regolato: si entra a gruppi, e i minori solo accompagnati. Non è nascosto, ma non è nemmeno segnalato bene.
La Collezione Farnese al piano terra è il motivo per cui questo museo esiste: il Toro Farnese, che è il gruppo scultoreo antico più grande arrivato fino a noi, e l'Ercole. Vengono dalle Terme di Caracalla a Roma, e questa è una delle cose che stupisce chi le ha cercate là.
Il Salone della Meridiana e il plastico di Pompei in scala, che mostra gli scavi come erano nell'Ottocento, sono al piano superiore e quasi tutti li saltano per stanchezza.
Quanto tempo serve
Tre ore, senza correre. È un museo del tipo grande e antico, con sale in sequenza e poca guida al percorso: senza un'idea di cosa cercare si gira a caso per due ore e si esce insoddisfatti.
Sta a piazza Cavour, sulla linea 1 e 2 della metropolitana, quindi ci si arriva senza fatica anche da fuori Napoli. Con gli scavi di Pompei nello stesso giorno non funziona: sono due mezze giornate piene.







