Tre biglietti, non uno
Il museo è il percorso nelle sale — Salone dei Cinquecento, Studiolo di Francesco I, gli appartamenti. La torre di Arnolfo è a parte e si paga a parte. Gli scavi del teatro romano, sotto il cortile, sono la terza voce. Esistono le combinazioni a due e a tre, e il cumulativo completo è quello che conviene se sali sulla torre.
Se devi scegliere una cosa sola, prendi il museo: il Salone dei Cinquecento è la stanza civile più imponente d'Italia e lo Studiolo, quello stanzino di Francesco I tappezzato di quadretti su rame, è una delle cose più strane del Rinascimento.
Gli scavi sono brevi e valgono se ti interessa l'idea che sotto la piazza ci sia una Florentia romana. Non sono spettacolari: sono muri, ben spiegati.
La torre, e per chi non è
Sono più di quattrocento scalini, in parte stretti, con un passaggio finale a spirale in cui si sale in fila indiana e non si torna indietro. Non ci sono ascensori e non c'è alternativa: chi soffre di vertigini o ha problemi di ginocchia la salta senza rimpianti.
In cima la vista è diversa da quella della Cupola: sei più basso ma sei sopra la piazza, e il Duomo lo vedi intero da fuori invece di esserci dentro. Con la Cupola già in programma, la torre è la seconda salita e a fine giornata pesa.
La torre chiude prima del museo e con maltempo non apre affatto. Metti la torre all'inizio della visita, non alla fine.
Cosa cercare nel Salone
Le due pareti lunghe sono le battaglie di Vasari, e sotto una di quelle c'è probabilmente la Battaglia di Anghiari di Leonardo, mai finita e mai ritrovata: è la ragione per cui questa sala compare in mezza letteratura di misteri.
Al centro il Genio della Vittoria di Michelangelo, arrivato qui perché era destinato alla tomba di Giulio II e quella tomba non è mai stata completata come previsto.
Un'ora e mezza per il museo è la misura giusta. Con torre e scavi si arriva a tre ore.







