Data libera o data fissa, e la regola che costa l'ingresso
Online si scelgono due cose diverse. Il biglietto **a data fissa** vale per il giorno scelto sul calendario di apertura. Il biglietto **a data libera** si usa quando si vuole, ma è valido **solo dal giorno dopo l'acquisto**: presentandosi lo stesso giorno in cui lo si è comprato non dà diritto a entrare.
Detta al contrario, che è come serve: se sei già in Piazzale Mascagni e compri dal telefono per entrare fra cinque minuti, la data libera non è il biglietto giusto. Serve la data fissa di oggi, oppure la cassa.
L'acquisto online non fa saltare la fila — l'acquario lo scrive per non far credere il contrario. Quello che dà è l'**ingresso garantito**: la direzione può chiudere le casse, fisiche e online, quando l'affluenza è alta, e non si prenota per telefono. In una domenica di pioggia d'agosto è la differenza fra entrare e non entrare.
Due piani e una terrazza: cosa si vede, e in quanto
Al **piano terra** stanno le vasche del Mediterraneo con un tunnel, la **vasca tattile**, le due vasche delle meduse costruite intorno al tema della plastica in mare, la vasca delle tartarughe verdi Ari e Cuba, quella del kelp e quella dei cavallucci marini panciuti.
Al **primo piano** c'è il rettilario, con anfibi e insetti: il camaleonte e un formicaio attraversato dalle formiche tagliafoglie sono le due vasche davanti a cui i bambini si fermano più a lungo. Da lì si esce sulla **terrazza panoramica**, che guarda il lungomare e, con la giornata giusta, le isole dell'Arcipelago toscano.
Non è l'Acquario di Genova e non conviene aspettarselo: qui si sta comodamente in un'ora e mezza, due con le vasche affollate. È la misura giusta per una mattina di maltempo o per la mezza giornata prima del traghetto, non per una gita costruita intorno alla visita.
Nella hall c'è il punto informativo dell'**Osservatorio Toscano per la Biodiversità**, che racconta il Santuario Pelagos — l'area protetta dei cetacei che comincia davanti a quella spiaggia — e il recupero delle tartarughe *Caretta caretta*, di cui l'acquario si occupa davvero.
Il biglietto va stampato, e le altre tre cose da sapere
Le FAQ dell'acquario chiedono di presentare all'ingresso il biglietto con il codice a barre **su carta**. Altrove basta il telefono; qui la richiesta è scritta, quindi il modo di non discutere in biglietteria è stamparlo prima di partire.
Sul biglietto comprato online è stampato il **nome di chi ha pagato**, e resta valido per chiunque lo usi: si può regalare senza problemi. I coupon, invece, non sono titoli d'ingresso.
**Non ci sono fasce orarie**: si entra quando si vuole dentro l'orario di apertura, e non c'è niente da scegliere al momento dell'acquisto. In compenso i biglietti non sono rimborsabili per nessun motivo, e quelli a data fissa non si spostano su un altro giorno.
Come ci si arriva, e cosa si può metterci insieme
L'acquario è in **Piazzale Mascagni**, sul lungomare, a pochi passi dalla Terrazza Mascagni: è la zona di Livorno dove si va a passeggiare, quindi la visita si incastra dentro una giornata già sensata anche senza di essa.
In treno si scende a **Livorno Centrale** e si prende il bus della linea 1+ in direzione Miramare, fino alla fermata Viale Italia–Terrazza Mascagni. In auto c'è un parcheggio davanti all'ingresso, a pagamento, con posto per camper ma non per i pullman da cinquanta.
L'acquario vende anche combinazioni con il resto della città — il Museo Civico Giovanni Fattori, il giro in battello dei fossi livornesi, il Museo di storia naturale del Mediterraneo — e sono la risposta giusta a chi ha una giornata intera e non due ore.
A parte, con posti limitati e calendario proprio, ci sono gli incontri: **a tu per tu con le tartarughe verdi**, il **dietro le quinte** e l'animazione **a spasso con la tartaruga**. Non si aggiungono al carrello dell'ingresso e non si trovano il giorno stesso.








