Non si entra da soli, e non si entra tutti i giorni
L'accesso è esclusivamente con visita guidata, a gruppi piccoli, in giorni e orari limitati — tipicamente il fine settimana. Non esiste il biglietto d'ingresso libero, e non c'è modo di visitarla passando lì davanti.
I posti sono pochi e si esauriscono settimane prima. Questa, fra tutte le attrazioni romane, è quella per cui prenotare presto non è un consiglio ma la condizione per entrare.
Si scende con il casco obbligatorio, in un ambiente a temperatura bassa e umidità alta tutto l'anno: dentro fa fresco anche a luglio, e una felpa serve davvero. Il percorso è su passerelle, non adatto a chi ha difficoltà motorie.
Cosa si vede, e cosa non ci si deve aspettare
Non è una villa arredata: è lo scheletro sepolto di un palazzo enorme che Traiano ha riempito di terra per costruirci sopra le sue terme. Si cammina in corridoi voltati e in stanze cieche, e la decorazione originale sopravvive a chiazze.
Il pezzo forte è la Sala Ottagona con l'oculo, e la proiezione in realtà virtuale che ricostruisce gli ambienti come erano: è l'unico caso in cui quella tecnologia in un sito archeologico serve a qualcosa, perché qui senza ricostruzione non si capirebbe niente.
Queste stanze sono anche il posto dove nasce la parola grottesca: i pittori del Rinascimento ci calavano dentro per copiare le decorazioni, credendo di essere in grotte. Le firme di alcuni di loro sono ancora sulle pareti.
A chi conviene
A chi è già stato al Colosseo e ai Fori e vuole la Roma che non si vede. Non è una prima visita: senza il contesto intorno, un cantiere sotterraneo dice poco.
Dura circa un'ora e sta sul colle Oppio, a cinque minuti dal Colosseo. Nello stesso giorno si fanno entrambe, ma la Domus prima: uscire dal buio e trovare l'anfiteatro funziona, il contrario no.







